UDC CORDENONS - NOTIZIE DALLA REGIONE F.V.G.

 

Regione,F.V.G,giunta,consiglio,Notizie, isegni di legge,UDC,delibere,links Informazioni e notizie sull'attività del consiglio e della giunta regione F.V.G.

 

Bollettino Ufficiale della Regione http://arpebur.regione.fvg.it/newbur/
Consultazione delibere della Giunta Regionale http://www.regione.fvg.it/asp/delibereInternet/asp/internet/layout1.asp
Consultazione normative Regionali http://lexview-int.regione.fvg.it/fontinormative/xml/index.aspx
Notizie dalla Giunta http://www.regione.fvg.it/rafvg/comunicati/homepage.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/ notiziedallagiunta/
Notizie dal Consiglio http://www.consiglio.regione.fvg.it/pagine/comunicazione/comunicatistampa.asp

Appalti e Lavori Pubblici

http://gestione-bandi.regione.fvg.it/frontEnd/ossappalti/new/welcome.asp
Bandi e avvisi http://www.regione.fvg.it/rafvg/utility/servizio.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/MODULI/ bandi_avvisi/

Codice edilizia Raccolta pareri

http://www.regione.fvg.it/rafvg/utility/servizio.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/MODULI/pareriED/

Ricerca dati ambientali e territoriali http://www.irdat.regione.fvg.it/Consultatore/?style=G
Dati statistici http://www.regione.fvg.it/rafvg/bilancio/areaArgomento.act?dir= /rafvg/cms/RAFVG/AT12/ARG2/
Sportelli URP http://www.trasparente.regione.fvg.it/filodiretto/sporturp.aspx

Disegni di legge in discussione al Consiglio Regionale

Iniziativa formativa "Il Diritto Amministrativo che cambia: per fare il punto su..."

L'Avvocatura della Regione Friuli Venezia Giulia già da qualche anno organizza occasioni formative in materia di diritto amministrativo, rivolte principalmente agli avvocati pubblici (degli enti locali, delle aziende sanitarie locali, delle ATER regionali, etc.), ma aperte anche alla partecipazione degli avvocati del libero foro.
Nel corso del 2010, assieme all'Università degli Studi di Udine, è stato proposto un programma articolato su dodici incontri formativi, incentrato sul tema dei cambiamenti in atto nel diritto amministrativo.
L'iniziativa, nella prospettazione della Regione, assume un respiro ampio nel contesto della collaborazione tra ordini professionali, enti locali e organi giurisdizionali che si realizza nell'ambito della Consulta permanente della giustizia, ove trovano spazio gli obiettivi declinati nel Protocollo sulla giustizia sottoscritto tra ministero della Giustizia e Regione.
Anche la formazione degli avvocati costituisce un momento di qualificazione dell'offerta ai cittadini del servizio giustizia. Scarica programma

 

Volontari per la sicurezza

Regolamento - nota esplicativa - modello di domanda

Selezione notizie in evidenza dalla Giunta e dal Consiglio

IV Comm: illustrato Piano rifiuti 17 Febbraio 2010, - DT - Entro il 2012 il 65% dei rifiuti dovrà finire nella raccolta differenziata. In dieci anni, dal 1998 al 2007, passi in avanti ce ne sono stati se pensiamo che Udine dal 13,7% è arrivata al 35,2%, Pordenone dal 12% al 45,4, Gorizia - la più virtuosa - dal 15,2 al 53%, e Trieste, fanalino di coda, dall'8,2 al 17,08%. Una media regionale che da poco più del 12% del 1998 è balzata a oltre il 36% del 2007. Una considerazione a parte va fatta per i Comuni montani e pedemontani, dove la conformazione del territorio e la struttura sociodemografica incide in modo fondamentale sulla raccolta differenziata.
Certo qualcosa in più bisogna fare se è vero che ogni cittadino del Friuli Venezia Giulia produce annualmente 493 chilogrammi di rifiuti (517 a Udine, 457 a Pordenone, 476 a Gorizia, 493 a Trieste, e siamo comunque sotto la media nazionale) per un totale di 602.072 tonnellate (dati 2007, 277.422 a Udine, 140.574 a Pordenone, 116.564 a Trieste, 67.611 a Gorizia).
Naturalmente produciamo anche rifiuti speciali (quelli che derivano dall'agricoltura e dall'industria su tutti, ma anche dalla sanità e dalle attività di scavo, e poi macchinari e apparecchiature deteriorate, automobili fuori uso, lo stesso combustibile derivato dai rifiuti), poco più di un milione di tonnellate all'anno: (dati 2006) Udine 532.775, Pordenone 184.875, Gorizia 177.428, Trieste 106.806.
Dei rifiuti speciali fanno parte quelli pericolosi, che negli ultimi due anni vedono una certa contrazione (si distanzia soltanto la provincia di Trieste dove si registrano importanti quantità di terreno contaminato): un segno meno che probabilmente è in sintonia con una congiuntura economica non particolarmente favorevole. In tonnellate, stiamo parlando di 228.462 in Friuli Venezia Giulia (102.520 a Udine, 61.756 a Trieste, 34.109 a Pordenone, 30.076 a Gorizia). Questo il quadro generale in cui si innesta la delibera della Giunta sulla bozza del Piano regionale decennale per la gestione dei rifiuti illustrata dall'assessore all'Ambiente Elio De Anna alla IV Commissione consiliare presieduta da Alessandro Colautti (Pdl).
Un Piano che sostanzialmente punta su cinque assi di intervento: centralità del ruolo delle Province con quattro ambiti territoriali corrispondenti proprio a quelli provinciali, libera circolazione in Friuli Venezia Giulia dei rifiuti indifferenziati prodotti all'interno della regione, possibilità di realizzare nuovi impianti per il trattamento dell'indifferenziata ma anche - vista la loro particolarità - per recuperare sia tutto quanto viene spazzato nelle strade che le scorie del termovalorizzatore. Quindi efficacia, efficienza, economicità, tutela della salute e dell'ambiente.
Entrando nei dettagli, sarà la Provincia a bandire le gare europee per la gestione di tutta la filiera dei rifiuti, dalla raccolta allo smaltimento, e a controllare la qualità del servizio. Un servizio completo che non potrà che ricadere positivamente, in termini di benefici economici, sui cittadini-utenti.
La Regione invece definirà sia forme e modi di cooperazione tra la Provincia e gli enti locali di pertinenza territoriale sia le regole che governeranno i rapporti tra le stesse Province e il soggetto affidatario.
Il gestore unico potrà esternalizzare singole parti del servizio, fermo restando il suo ruolo di unico referente di fronte all'autorità d'ambito, la Provincia.
Tutti gli impianti già autorizzati al trattamento degli indifferenziati e le discariche per rifiuti non pericolosi potranno ricevere le immondizie anche di ambiti territoriali diversi da quello di appartenenza. Ma per fare questo sarà necessaria la sottoscrizione di una convenzione tra Regione e Province.E sarà sempre la Regione a definire, con una convezione, il tetto massimo del prezzo di conferimento dei rifiuti agli impianti convenzionati e le modalità di rivalutazione del prezzo stesso. In questo modo chi sarà convenzionato potrà ricevere i rifiuti provenienti dalle quattro province alle stesse condizioni e indipendentemente dal gestore unico che si aggiudicherà la gara. Quindi, libera circolazione dei rifiuti urbani indifferenziati in tutto il Friuli Venezia Giulia a condizioni uguali per tutti.
Ancora: sebbene oggi non vi sia la necessità di realizzarne altri, comunque potranno essere realizzati nuovi impianti. Strutture che dovranno essere compatibili con i requisiti tecnologici e ambientali previsti dal Piano e garantire vantaggi economici e ambientali ai residenti.
Ma se vogliamo migliorare la qualità dell'ambiente è chiaro che proprio il cittadino deve essere formato e informato dell'importanza del suo ruolo. Per questo il Piano evidenzia l'importanza di una corretta comunicazione e educazione in materia di rifiuti.
Sul nuovo Piano rifiuti la Commissione ha quindi sentito, nel corso dell'intera giornata, le Autonomie locali, il mondo agricolo, industriale, artigiano, edile, le associazioni della minoranza slovena, ambientalisti, ordini professionali, gestori degli impianti di smaltimento, Arpa.

(ACON) Trieste, 03 febbraio 2010 - DT - Come in Commissione, anche l'Aula ha approvato all'unanimità (36 i sì) la proposta di legge contro la vivisezione.
Tra gli emendamenti presentati (più che altro miglioramenti tecnici) da segnalare il finanziamento di 30 mila euro alle università e agli istituti scientifici per la diffusione di metodologie alternative alla sperimentazione animale e la partecipazione dei veterinari e delle associazioni di protezione animale all'interno del Comitato etico regionale per la sperimentale animale. Comitato che, prevede ancora l'emendamento, dovrà riferire con cadenza almeno biennale sui risultati dell'attività svolta alla III Commissione consiliare.Modificato anche il titolo della legge, che sarà: norme per la diffusione di metodologie alternative alla sperimentazione animale.

Capigruppo: subito proposta per contenere costi politica (ACON) Trieste, 26 gen 2010 - AB - Partendo da quanto scritto e detto in queste ultime settimane sui ritocchi di alcuni rimborsi dei consiglieri regionali decisi nell'ultima Finanziaria, i capigruppo hanno trattato il problema assieme a quello più ampio e sentito dalla pubblica opinione dei costi della politica. Una questione unanimemente condivisa e sulla quale non servono più parole, propositi, ma che va affrontata in modo concreto e con tempi certi.Così, alle brevi valutazioni - condivise - del presidente della Regione Renzo Tondo sull'inopportunità di quanto deciso a dicembre, si è aggiunto il presidente del Consiglio Edouard Ballaman, che ha ricordato la ratio di quella norma, che prevedeva un aumento dei rimborsi benzina e pasto rapportato al numero maggiore di giornate di lavoro decise per i consiglieri. Il limitato aumento non avrebbe comunque gravato sul bilancio del Consiglio, che avrebbe compensato questo maggiore esborso con ulteriori risparmi. Risparmi - è stato sottolineato - che già si assestano su 3 milioni di euro rispetto al 2008, il 15% circa in meno.Chiarito questo aspetto, è stato deciso che verrà formato immediatamente un tavolo con tutti i capigruppo per trattare del contenimento dei costi della politica. In quella sede verrà formulata una proposta, da approvare subito dopo in Commissione e quindi in Aula. Sarà lo stesso Ballaman a fornire al tavolo di lavoro ogni elemento utile alla formulazione delle proposte, a partire da una precisa comparazione con le situazioni delle altre Regioni. In conclusione, il presidente Ballaman ha affermato che uno dei cardini della proposta sarà comunque la riduzione del numero dei consiglieri regionali.

V Comm: illustrata pdl segretario Enti locali 26 Gennaio 2010 Trieste, La V Commissione consiliare, presiedura da Roberto Marin (Pdl), ha sentito l'illustrazione del consigliere del PD Franco Iacop in merito alla proposta di legge sul segretario degli Enti locali del Friuli Venezia Giulia, proposta sottoscritta anche dai consiglieri del PD Gianfranco Moretton, Franco Brussa, Alessandro Tesini e Mauro Travanut. Il progetto è composto da 14 articoli. La figura del segretario degli Enti locali è l'unica figura ancora vincolata a norme nazionali, pur facendo parte di un albo regionale specifico. Iacop ne propone la regionalizzazione, facendo rientrate i segretari nel comparto unico del pubblico impiego regionale e la creazione di un apposito Albo regionale, articolato in due sezioni. Al prima riguarderebbe i segretari iscritti alla sezione regionale del Friuli Venezia Giulia dell'albo nazionale o che vi accedono per scelta o concorso, mentre la seconda sarebbe dedicata ai dirigenti e ai vicesegretari della Regione o degli Enti locali in possesso di determinati requisiti, nonché per i segretari comunali e provinciali già iscritti all'albo nazionale, per quelli in servizio presso le Regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano e per i segretari generali delle Camere di Commercio del Friuli Venezia Giulia. Nella proposta si prevedono due novità: la disciplina della figura di segretario nell'ambito delle forme associative tra Comune e la possibilità di nominare un direttore generale limitata ai soli Comuni capoluogo e alla Province. All'Ente locale spetterà prevedere i casi e le modalità di accertamento del requisito della conoscenza della lingua slovena.

Pdl/UDC: foibe, mozione per istituire commissione d'inchiesta
30 Gennaio 2010 COM/MPB - "Negare, come ha fatto lo storico dell'Università di Capodistria Joze Pirjevec, che la tragedia delle foibe sia da attribuirsi alla volontà di effettuare una pulizia etnica premeditata, frutto di un'azione politica tesa all'eliminazione di quanti si opponevano all'annessione alla Jugoslavia dopo la fine della seconda guerra mondiale, significa non prendere in considerazione fatti storicamente assodati. E' necessario dare urgentemente corso all'iter per la costituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta, affinché venga fatta definitivamente luce su questi tragici fatti". A chiederlo in una mozione i consiglieri regionali del Pdl Roberto Novelli (primo firmatario), Daniele Galasso, Franco Baritussio, Piero Tononi, Roberto Marin, Paolo Ciani, Maurizio Bucci, Piero Camber, Bruno Marini e Gaetano Valenti ed il capogruppo dell'UDC Edoardo Sasco. Nel testo si impegna la Giunta regionale a intervenire presso il governo nazionale e il Parlamento, dove risulta già depositata un'istanza relativa alla costituzione di una Commissione d'inchiesta sulle foibe. "Sull'argomento foibe - rileva Novelli - si pensava che si fosse ormai giunti a una consolidata verità, ma la pubblicazione del volume "Foibe. Una storia d'Italia" di Pirjevec ha riacutizzato un vulnus notevole nell'animo degli italiani. In un'intervista rilasciata a un quotidiano locale di lingua slovena, lo storico dell'Università di Capodistria definisce l'esodo di centinaia di migliaia di italiani giuliano-dalmati (da 250mila a 350mila), come il rifiuto di un popolo di indottrinati dal nazionalismo e dal fascismo a sentirsi razza eletta, a farsi comandare dagli s'ciavi, per giunta comunisti, definito come trauma psicologico". "Lo stesso autore confuta anche la tesi per cui nelle foibe di Basovizza vi sarebbero 2.500 corpi e altrettanti in quella di Brsljanovica di Opicina, sostenendo che si dovrebbe effettuare una scrupolosa perlustrazione delle grotte stesse. Del resto lo storico dell'Università di Capodistria riserva il termine tomba comune per indicare le foibe, sostenendo che tali voragini sono state volutamente cementificate e ostruite con materiale esplosivo al fine di evitarne l'esplorazione, e quindi, l'esatto numero delle vittime ivi giacenti e la loro nazionalità". "Pirjevec sostiene, infine - prosegue l'esponente del Pdl - che ci sarebbe una sorta di continuità tra la propaganda nazista sulle foibe istriane e la loro riscoperta degli anni Novanta, attraverso un'operazione politica e culturale revisionista, fino all'istituzione, nel 2004, del Giorno del Ricordo (10 febbraio). Secondo Pirjevec si tratterebbe, invece, di una decisione mossa da pura propaganda politica in un'Italia soggetta a crisi d'identità e coesione e che sarebbe legata alla questione della determinazione dei confini. Non a caso è stato scelto il 10 febbraio, quando è stato firmato il Trattato di Parigi, con il quale l'Italia ha perso gran parte del territorio dell'allora Venezia Giulia". "Quelle di Pirjevec - afferma Novelli - sono affermazioni che stridono con le testimonianze di tutte le persone che hanno vissuto il dramma dell'esodo dall'Istria e l'opera di epurazione perpetrata dai soldati titini durante e dopo la fine del secondo conflitto mondiale, secondo le quali le foibe rappresentano a tutti gli effetti fenditure carsiche in cui i partigiani jugoslavi gettarono i corpi dei nemici. Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel 2007, ricostruendo le tragiche vicende seguite prima all'8 settembre 1943 e poi al 25 aprile 1945, ha dichiarato che vi fu un moto di odio e di furia sanguinaria, e un disegno annessionistico slavo che assunse i sinistri connotati di una pulizia etnica". "E' necessario, quindi - conclude Novelli - che si faccia chiarezza tramite la costituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sulle foibe. Non per volontà revanscista o semplice spirito di parte, ma per un'oggettiva analisi storica, unica fonte di verità e di giustizia, finalizzata ad una serena e duratura amicizia tra i popoli".

UDC: Salvador, unioni Comuni in montagna e riforma autonomie (ACON) Trieste, 20 gen - COM/AB - Presa di posizione del consigliere regionale UDC e vicepresidente del Consiglio Maurizio Salvador in merito alle unioni dei Comuni in montagna e alla riforma delle autonomie locali

"L'UDC da sempre sta dalla parte dei Comuni, piccoli o grandi che siano. Se da un lato c'è il problema di porre mano alla prolificazione di Enti che vanno soppressi, dall'altro c'è l'esigenza della tenuta della democrazia, che non può essere sacrificata con la cancellazione dei Comuni e dei loro organi rappresentativi, dato che nelle piccole comunità il sindaco e un limitato numero di assessori comunali costituiscono l'unico baluardo di democrazia e di rappresentanza presso i quali la cittadinanza può rivolgersi con immediatezza. "Mentre quindi diciamo si a un progetto che favorisca in montagna le unioni alle quali i Comuni possono scegliere liberamente di aderire, ribadiamo che tali unioni dovrebbero svolgere un ruolo di programmazione, pianificazione e progettazione territoriale oltre che di gestione dei servizi. Il concetto di montanità dovrà tener conto della posizione geografica, ma anche di altri indicatori socio economici. Riteniamo comunque che vada salvaguardato il ruolo delle attuali municipalità."L'UDC auspica che quando prima si possa affrontare la riforma complessiva delle autonomie locali per modificare il sistema regione-autonomie locali in linea con il programma elettorale sottoscritto. Il modello istituzionale da attuare è quello di governare non sulle comunità e sul territorio bensì con le comunità e il territorio".

LAVORI PUBBLICI: DE ANNA, I COMUNI USINO I FONDI CHE HANNO

Trieste, 14 gen - Sull'esempio di quanto ha fatto il Veneto per affrontare la crisi, le imprese chiedono alla Regione di finanziare i Comuni affinché possano avviare opere pubbliche piccole (fino ai 500 mila euro) ed immediatamente cantierabili, ma l'assessore regionale ai Lavori Pubblici Elio De Anna è categorico: "I Comuni spendano i fondi che già hanno a disposizione a tale scopo e che sono molti, tanto che abbiamo fatto una norma in Finanziaria che prevede la rinegoziazione di tali finanziamenti regionali in modo da consentirne l'utilizzo da parte di quelle amministrazioni comunali che li hanno tenuti fermi".
Citando, a tale proposito, i 65 milioni di euro a disposizione della manutenzione e della realizzazione delle strutture sportive, fondi che non hanno generato a tutt'oggi neanche un cantiere, De Anna conferma la disponibilità della Regione ad un tavolo di lavoro e di consulenza giuridica, ringrazia i Comuni capoluogo per l'assistenza data a quelli più piccoli, evidenzia l'importanza dello strumento degli appalti pubblici nella gestione del territorio e invita l'Anci ad attivare un sistema di supporto che consenta anche alle Autonomie locali meno strutturate di utilizzare correttamente gli strumenti normativi a disposizione.
"Il mondo della politica e quello della burocrazia debbono agire di pari passo per affiancare le imprese" spiega l'assessore, ricordando quanto fatto sinora dalla Regione per semplificare il settore (adeguamento alle disposizioni del Codice dei contratti pubblici per gli incarichi di progettazione di importo inferiore ai 100 mila euro; la possibilità di affidare gli incarichi senza bando di gara interpellando almeno 5 soggetti; aggiudicazione di contratti di lavori pubblici sottosoglia senza bando di gara anche agli appalti fino a 500 mila euro) e sburocratizzarlo (eliminando la fase relativa l'ammissibilità della spesa, prevedendo la concessione dei finanziamenti in base ad un mero studio di fattibilità per appalti inferiori al milione di euro e, al fine di accelerare la realizzazione delle opere, prevedendo un'unica proroga dei tempi in misura non superiore al 40 per cento della conclusione prevista).
"Abbiamo fatto persino di più - ha ricordato De Anna - ed in un'ottica di maggior semplificazione abbiamo stabilito che, per i lavori di minor complessità e di importo inferiore ai 200 mila euro, l'approvazione dell'elenco annuale dei lavori sostituisca l'approvazione del progetto preliminare". "Al fine di limitare l'utilizzo eccessivo del prezzo più basso - ha continuato l'assessore - abbiamo inserito, sempre nella legge 14/2002, due commi che prevedono l'utilizzo del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa nell'affidamento degli incarichi di progettazione"
"In entrambi i casi però siamo stati fermati dal Governo perché ciò non sarebbe in linea con le normative europee - ha concluso De Anna - ma abbiamo subito aperto un tavolo di lavoro con il ministro agli Affari regionali Raffaele Fitto e auspichiamo di risolvere la faccenda con il dialogo".
Nel tirare le fila, dopo la tavola rotonda moderata dal caporedattore centrale de "Il Piccolo" Fulvio Gon, di un dibattito sugli appalti pubblici che ha visto gli interventi del presidente della Regione, Renzo Tondo, del presidente dell'Ance regionale, Donato Riccesi e di Giuliana Pigozzo della segreteria regionale della CIGL, De Anna ha infine sottolineato l'importanza della platea e del tavolo dei relatori, recriminando però sulla mancata presenza della Corte dei conti, attore importante di un sistema che ha risvolti non sempre positivi per i pubblici amministratori.
ARC/LVZ


LAVORI PUBBLICI: TONDO, SBAGLIATO CRITERIO MASSIMO RIBASSO
Trieste, 14 gen - Contenimento della spesa pubblica, spostamento di fondi "endogeni ed esogeni" sugli investimenti e tutte le risorse possibili sugli ammortizzatori sociali: sono queste le scelte che la Regione sta portando avanti per affrontare la crisi economica nel 2010.
Lo ha ribadito il presidente del Friuli Venezia, Giulia Renzo Tondo, nel suo intervento in apertura del convegno "Applicazione della normativa regionale in materia di lavori pubblici nell'attuale situazione congiunturale: provvedimenti urgenti da adottare" che ha avuto luogo questo pomeriggio nella sede della Giunta regionale in Piazza Unità a Trieste.
Ha aperto i lavori il presidente dell'ANCE regionale, Donato Riccesi, e Tondo, in accordo con quanto indicato da Riccesi nella sua relazione, ha affermato di considerare "sbagliato" il metodo del massimo ribasso nelle procedure di gara per l'assegnazione degli appalti e ha auspicato che le proposte ed i suggerimenti formulati nel corso del convegno diventino strumento di dialogo.
"Siamo disposti ad aprire un tavolo di lavoro su questi argomenti - ha detto il presidente Tondo - perché riteniamo che il confronto sia il metodo migliore per superare le attuali difficoltà".
Tondo ha chiesto che l'incontro di oggi abbia un seguito "perché siamo consapevoli dell'importanza che il settore ha per l'economia del Friuli Venezia Giulia e per il suo rilancio". "Anche per questo - ha concluso il presidente - assieme all'assessore regionale ai Lavori pubblici Elio De Anna stiamo riflettendo sulla necessità/opportunità di una legge di manutenzione che sia d'aiuto al rilancio del sistema produttivo".
Riccesi, ricordando lo stato di sofferenza del comparto (lo scorso anno l'edilizia ha perso in regione oltre 2000 occupati e 100 aziende) aveva sottolineato l'importanza di una reale sinergia tra sistema pubblico e delle imprese a favore del territorio, mettendo in risalto le conseguenze negative delle offerte anomale causate dalla licitazione al massimo ribasso ed invitando la pubblica amministrazione a sostituire questo sistema con quello dell'offerta più vantaggiosa.
ARC/LVZ

Molinaro, necessarie più risorse per tutela friulano
15.12.2009 È necessario "reperire le risorse, oggi insufficienti, per garantire in modo continuativo l'attuazione della legge 482 del 1999, quindi, la valorizzazione e la tutela della lingua friulana": lo ha affermato l'assessore all'Istruzione del Friuli Venezia Giulia Roberto Molinaro intervenendo al convegno sul tema "Scuola e Amministrazione pubblica. I dieci anni della legge 482 sulle comunità linguistiche d'Italia", organizzato a Udine dal Centro internazionale sul plurilinguismo dell'Università e dall'assessorato regionale alla Cultura. Nel fare un bilancio negativo a dieci anni dall'approvazione della norma, l'assessore ha anche evidenziato che oggi le risorse disponibili provenienti dallo Stato per la tutela della lingua friulana sono minori rispetto a quelle destinate alla valorizzazione della lingua slovena. È dunque necessario superare questo squilibrio, come spiega lo stesso assessore nell'intervista.

Pdl: Baritussio, troppo debito, federalismo fiscale graduale

7 Gennaio 2010 (ACON) Trieste - "Il vertice con il ministro delle Finanze Giulio Tremonti è una tappa importante che apre le trattative sul federalismo fiscale fra Stato e Regione Friuli Venezia Giulia". Lo afferma il consigliere del Pdl Franco Baritussio, che evidenzia anche la necessità di ripianare lo svantaggio fiscale rispetto ad aree come Slovenia e Carinzia attraverso un percorso graduale, visto l'indebitamento ereditato. "I sacrifici vissuti con l'ultima Finanziaria regionale - annota - e l'importante partita apertasi sul fronte delle entrate della Regione dimostrano come la strada intrapresa sia indispensabile per il futuro del Friuli Venezia Giulia. Ma c'è di più: una regione con doppio confine deve sfruttare questo momento importante anche per ripianare gli svantaggi che oggi colpiscono le nostre imprese a causa della differenza dei carichi fiscali delle vicine Slovenia e Carinzia. "Il percorso purtroppo - aggiunge - potrà essere solo graduale visto l'handicap dell'indebitamento della Regione. Ecco perché la questione sul debito sollevata dal presidente Tondo era ed è basilare. Inoltre, è giusto richiamare al senso del dovere e del sacrificio tutte le Regioni italiane, ma il federalismo fiscale è ormai un percorso obbligato per tutti e non ci si può fermare guardando alla lentezza degli altri: il Trentino Alto Adige insegna. "In futuro la sua applicazione sarà inevitabile in tutto il Paese - conclude Baritussio - perché le risorse non sono infinite e ognuno dovrà compiere un salto di qualità sul piano della responsabilità e dell'autonomia".

07.01.2010

COMMERCIO: PRIMI 80 MILA EURO PER I "LOCALI STORICI" FVG

Trieste, 07 gen - Sono i Comuni di Pordenone, Spilimbergo e Udine i primi a beneficiare dei finanziamenti regionali per i Locali storici , erogati nei giorni scorsi dalla direzione centrale Attività produttive.
"A fronte delle richieste avanzate dai Comuni - ha commentato il vicepresidente Luca Ciriani - sono stati liquidati i primi 80 mila euro per finanziare alcuni interventi nei locali storici inclusi nel censimento del 2007. Questi fondi aiuteranno i proprietari dei locali, nella misura massima del 30 per cento della spesa che andranno a sostenere, ad eseguire i lavori di valorizzazione degli immobili, di manutenzione degli impianti e di ristrutturazione degli arredi storici".
"Si tratta solo della prima tranche di contributi", ha aggiunto Ciriani: "per il censimento locali storici del 2007 saranno disponibili oltre 730 mila euro, che verranno liquidati nei prossimi mesi quando i singoli Comuni presenteranno la relativa richiesta".
I fondi appena erogati sono stati liquidati ai Comuni di Pordenone (62.290 euro), Spilimbergo (10.082 euro) e Udine (9.596 euro), che ora avranno tempo fino a marzo per indire i bandi con cui assegnarli ai singoli locali.
I Locali storici del Friuli Venezia Giulia, attualmente 341, vengono individuati, così come prevede la legge regionale 29 del 2005, attraverso un censimento svolto dalla Regione in collaborazione con i Comuni e le Associazioni di categoria.
Un esercizio pubblico, per poter entrare in questo censimento, deve essere in attività da più di 60 anni e deve rappresentare un valore storico, artistico, culturale e tradizionale. Un'apposita commissione vaglia le richieste e individua i Locali storici della fascia "oro" e quelli della fascia "argento", a seconda del rispetto di precisi criteri riguardanti le caratteristiche storiche degli immobili, dell'attività e degli arredi.
"I locali storici - ha concluso Ciriani - rappresentano un patrimonio inestimabile per la nostra regione, che può divenire anche un elemento di attrazione turistica. Grazie al lavoro di diverse generazioni di esercenti si è conservata una parte delle nostre tradizioni e della nostra cultura: è giusto quindi che la Regione riconosca l'importanza dell'attività di queste persone aiutandole a restaurare e valorizzare questi locali, testimonianze della storia di tutto il Friuli Venezia Giulia".
ARC/Com/RM

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POR FESR 2007-2013 OBBIETTIVO COMPETITIVITA' REGIONALE E OCCUPAZIONE ASSE 4 "SVILUPPO TERRITORIALE" - attivita' 4.2.a "valorizzazione e fruizione delle risorse naturali, culturali e del patrimonio esistente"
Bando per l'assegnazione di contributi per interventi di ripristino e/o riqualificazione di infrastrutture, aree pubbliche, itinerari e percorsi attrezzati
scadenza 16 marzo 2010

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22.12.09

Direzione centrale patrimonio e servizi generali
Gara relativa all'affidamento del servizio di copertura assicurativa contro i rischi diversi connessi al patrimonio immobiliare, mobiliare e all'uso di automezzi della Regione (periodo 2010-2012)
Gli atti sono pubblicati su GUCE del 19.12.2009
Scadenza offerte: 25.01.2010, ore 12.00
Per informazioni:  s.provveditorato@regione.fvg.it;
tel. 040.3772133, 040.3772197.
Servizio FAQ: domande e risposte sulla gara.
I concorrenti possono inviare fino al giorno 13.01. 2010 domande di informazione o chiarimento sulla gara all'indirizzo di posta elettronica s.provveditorato@regione.fvg.it  che verranno pubblicate qui di seguito entro il 19.01.2010
FAQ (aggiornamento: 7 gennaio 2010) (formato PDF)

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Manifestazioni sportive: domande di contributo entro il 31 gennaio 2010

Scade il 31 gennaio il termine per la presentazione delle domande di contributo per l'organizzazione delle attività e delle manifestazioni sportive di cui all'art. 11 della legge regionale 8/2003.  

Modulo domanda

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SERVIZIO CIVILE SOLIDALE: domanda per l'impiego di volontari
scadenza 31 gennaio 2010
Il  31 gennaio 2010 scadono i termini per la presentazione dei progetti di SERVIZIO CIVILE SOLIDALE, destinato ai soggetti di cui all'articolo 10 lettera a) della legge regionale 11/07, ovvero  i  "giovani che hanno  compiuto 16 anni e  non superato i diciassette anni".
Il SERVIZIO CIVILE SOLIDALE  prevede l'impiego dei giovani,  per 240 ore durante i mesi estivi o 360 distribuite nell'arco dell'anno scolastico , nei seguenti ambiti:   educazione e promozione culturale, educazione alla pratica sportiva, difesa ecologica, tutela e incremento del patrimonio forestale, tutela e salvaguardia del patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale, politiche della pace e diritti umani.
Il compenso è fissato nella misura di 2/3 rispetto quello del servizio civile nazionale, riparametrato ovviamente sulle ore da svolgere.
POSSONO PRESENTARE DOMANDE GLI ENTI ISCRITTI ALL'ALBO REGIONALE DEGLI ENTI DI SERVIZIO CIVILE ALLE SEZIONI a), b), e c).
L'ente può richiedere un numero massimo di volontari pari a 3 per progetto.
Si precisa che, poichè il 31 gennaio 2010 cade di domenica,  al fine dell'accoglimento delle domande,  i progetti dovranno pervenire all' Ufficio Servizio Civile della Regione entro  l' 1 gennaio 2010.
Non rileverà pertanto il timbro postale o eventuali domande inviate tramite raccomandata e pervenute successivamente a tale termine. Modulo domanda Piano triennale

http://www.fvgsolidale.regione.fvg.it/

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30 Dicembre 2009, ore 15:03
(ACON) Trieste, 30 dic - COM/ET - "Dopo aver dato una prima, indispensabile svolta all'impianto legislativo della Regione per adeguarlo alle previsioni programmatiche della nuova maggioranza e dopo significativi interventi finanziari per fronteggiare la crisi, è venuto il momento delle grandi riforme per la razionalizzazione della spesa e una maggiore efficienza dell'apparato amministrativo, con il conseguente snellimento delle procedure burocratiche e della stessa struttura amministrativa".
Lo sostiene il capogruppo in Consiglio regionale dell'UDC, Edoardo Sasco, il quale afferma che "dopo aver assistito nell'ultimo decennio a un appesantimento della macchina amministrativa e burocratica della Regione, anche a seguito di maggiori competenze ottenute dallo Stato, è arrivato il momento di semplificare molte leggi e di velocizzare diverse procedure, per rendere l'ente Regione più vicino ai cittadini e più produttivo nei confronti del mondo imprenditoriale".
"Va ridisegnato con coraggio e determinazione l'assetto delle autonomie locali - aggiunge l'esponente UDC - applicando la sussidiarietà verticale, che dovrà vedere Province e Comuni equiordinati alla Regione: presupposto essenziale per l'alleggerimento dell'apparato regionale che, nelle condizioni attuali, non è in grado di dare risposte immediate ed efficienti ai problemi della gente e delle imprese".
"Significativo al riguardo è il dato del comparto agricolo, che a fronte di 50 milioni di euro disponibili in Finanziaria, impegna oltre 1000 dipendenti pubblici per il loro utilizzo, con un costo stimabile di 40 milioni di euro - afferma Sasco. Il dimezzamento del personale significherebbe liberare altri 20 milioni per metterli a disposizione del settore agricolo-forestale, cosa non insignificante in tempi di ristrettezze finanziarie".
"Per non parlare poi dei tempi necessari per l'erogazione dei contributi - continua il capogruppo UDC - che nel caso di taluni incentivi anticrisi per le imprese ha richiesto ben 120 giorni per l'avvio dell'istruttoria, il che poteva comportare in più di un caso la chiusura delle aziende che si volevano salvare con tali incentivi".
"Ma da riformare con urgenza vi sono anche la sanità, che ha un costo superiore alla metà del bilancio regionale, la cultura e la famiglia, dove l'assessore Molinaro sta già ponendovi mano, l'urbanistica e anche il trasporto pubblico locale. Molti pullman viaggiano con solo due-tre passeggeri e il loro costo viene sostenuto dalla Regione, quando forme alternative come la sussidiarietà orizzontale tra famiglie e categorie, oppure attraverso il servizio a chiamata in certe tratte di scarsa frequentazione, potrebbe consentire - conclude Sasco - enormi risparmi di spesa".

23.12.2009
CULTURA: MOLINARO, SUSSIDIARIETÀ ALLA BASE DEL NUOVO DDL leggi

22.12.2009 AMBIENTE: APPROVATA BOZZA NUOVO PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI leggi

22.12.2009
FAMIGLIA: MODIFICATO REGOLAMENTO CONCESSIONE ASSEGNI leggi

22 Dicembre 2009
Trieste, 22 dic - COM/ET - "La legge Finanziaria 2010, pur con grossi sacrifici, ha dato una risposta molto importante al territorio della provincia di Pordenone".
Lo afferma il consigliere regionale dell'UDC Maurizio Salvador.
"Con la previsione di 90 milioni di euro per il nuovo ospedale di Pordenone, il presidente Tondo e la maggioranza regionale hanno mantenuto gli impegni presi in campagna elettorale. Si tratta di un investimento importante per tutta la Destra Tagliamento. Adesso che c'è una consistente parte dei soldi per la costruzione, bisognerà prestare attenzione alle modalità di attuazione del progetto, visto che si prevede il ricorso al project-financing, che stabilisce il coinvolgimento dei privati. E' chiaro poi - prosegue l'esponente centrista - che la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera, se da un lato è un segnale della volontà di mantenimento e potenziamento dei servizi sanitari in provincia, dall'altro comporterà in futuro anche un ripensamento dell'organizzazione dell'attuale sistema sanitario, recuperando il progetto degli ospedali riuniti. E' evidente che parlando di sanità sono importanti gli investimenti infrastrutturali, ma un'attenzione particolare andrà rivolta alle risorse umane, mediche e paramediche, evitando tra l'altro che il blocco del turn-over, approvato in Finanziaria, crei disparità di trattamento tra le varie realtà regionali".
Salvador evidenzia anche che "i tagli in alcuni settori sono stati ridimensionati. Penso alla cultura, per la quale sono state trovate ulteriori risorse per i teatri (compreso il teatro Verdi), per il cinema e per importanti eventi. I parchi e le riserve, settore importante per il nostro territorio, per il quale i tagli inizialmente erano previsti nella misura del 30 per cento, hanno visto una riduzione dei finanziamenti molto più contenuta".
"Ha ragione il presidente quando definisce la manovra finanziaria una manovra di responsabilità - rileva ancora Salvador - perché per far fronte alla riduzione delle entrate non si può solo tagliare i capitoli di spesa, ma anche fare scelte importanti. La vera emergenza, infatti, non è solo la diminuzione delle risorse come accaduto quest'anno, ma l'appesantimento della struttura burocratica della Regione: la crisi economica in cui ci troviamo ha dimostrato che non sono più rinviabili le riforme strutturali per fare della Regione un ente più leggero, in grado di rispondere meglio alle esigenze della comunità. Da queste riforme il territorio della nostra provincia potrà solo beneficiarne".

22.12.2009
PARI OPPORTUNITÀ: GINA FASAN NOMINATA CONSIGLIERA DI PARITÀ
Trieste, 22 dic - Su proposta dell'assessore Alessia Rosolen, la Giunta regionale ha nominato consigliera di parità Gina Fasan.
La signora Fasan, già sindaco di Sacile dal 1993 al 2003 e consigliere regionale (2003-2008), rimarrà in carica quattro anni.

22.12.2009
FIERE: ATTRIBUITA QUALIFICA A MANIFESTAZIONI 2010 leggi

17.12.2009   VIABILITÁ: DICHIARATO INTERESSE PUBBLICO PER CIMPELLO-GEMONA leggi