UDC CORDENONS - INTERVISTE
INTERVISTA a Claudio Pasqualini ex dipendente del Comune di Cordenons
Claudio per iniziare l'intervista facci un curriculum del tuo lavoro nel Comune di Cordenons, cosi' possiamo conoscerti meglio
Dopo 35 anni di servizio nel Comune di Cordenons, dal 1 gennaio 2009 sono in quiescenza. Assunto nel 1974, dall'Amministrazione al tempo guidata dal Sindaco Candotti, dopo circa tre anni di lavoro ai servizi demografici ed elettorali, dal 1978 ho iniziato a prestare la mia opera negli uffici tecnici, prima ai LL.PP poi all'edilizia privata e urbanistica. Nel 1984 ho vinto il concorso di capo del settore ambiente, di cui sono rimasto responsabile ininterrottamente fino al 31 dicembre 2006, quando mi viene tolta dalla nuova Amministrazione guidata da Mucignat insediatasi appena 6 mesi prima (!). Rimango capo del settore ambiente pro-forma, senza “portafoglio” e senza responsabilità diretta dell’ufficio fino al 31 dicembre 2008. Il mio curriculum costruito nell’Ente comprende numerose opere pubbliche nel campo dei rifiuti e dei servizi idrici, come responsabile delle opere e anche come progettista e direttore dei lavori, la gestione di tali servizi e svariate attività in campo ambientale che negli anni avevano posto il settore ambiente del Comune all’avanguardia in Provincia. .
D. La domanda d'obbligo iniziale: perchè la decisione di andare in pensione?
R. Approfitto dell’occasione per precisare che non era nei miei programmi, l'intenzione era di rimanere al lavoro ancora alcuni anni. Purtroppo le condizioni ambientali e di lavoro introdotte o meglio, imposte, dalla nuova amministrazione non lo hanno permesso: l’organizzazione del Comune era stata demolita, mancava un serio programma, l’assenza di dialogo era totale e in più vigeva un clima generale di sospetto, veleni e vendette, che decisamente non rientrava nel mio schema ideale di lavoro. Sull’argomento ho comunque molto da dire e penso lo farò prossimamente con un articolo ad hoc su queste pagine.
D. Aver lavorato tanti anni in un Comune significa aver vissuto tutta l'evoluzione che il lavoro nella pubblica amministrazione ha avuto, specie negli ultimi anni, quali innovazioni secondo te hanno avuto più rilevanza?
R.Prima di parlare di organizzazione parlerei di tecnologia. L'avvento del computer ha in effetti rivoluzionato il modo di lavorare, i tempi di risposta ai cittadini, la qualità e l'accuratezza del lavoro. Inizialmente il nuovo "strumento" era visto dai più con ironia e sospetto. Ricordo che nel Comune il primo ufficio a introdurre e utilizzare il personal computer è stato il mio, nella seconda metà degli anni '80, sia per i testi che per gli archivi, con il famoso programma Assist 2 della IBM che ha preceduto windows; ebbene, molti mormoravano che passavamo il tempo a... giocare perchè il computer era considerato ancora un gioco e non uno strumento di lavoro dalle enormi potenzialità. Anche se qualcuno ha continuato a resistere ad oltranza, la maggioranza ha dovuto presto ricredersi ed adeguarsi.
D. Questo per quanto riguarda la tecnologia, ma dal punto di vista normativo-organizzativo?
R. Le normative che negli ultimi 15 anni hanno innovato i criteri organizzativi dei Comuni sono molteplici, ma quella che ha più inciso è stata la cosiddetta Legge Bassanini, principalmente per quando riguarda la separazione tra i compiti di indirizzo politico amministrativo e quelli gestionali. Il personale comunale ha sempre risposto positivamente alle innovazioni, se positive; lo spirito di collaborazione negli uffici e tra uffici e con gli Amministratori consentiva produttività ed efficienza nonché la soluzione di gran parte dei problemi. Purtroppo questo è stato smantellato e, come si sa, per distruggere ci vuol poco, il tempo di una delibera, per ricostruire anni. Non dimentichiamo che almeno una decina di colleghi ha preferito trasferirsi in altri Enti, e se è vero che morto un papa se ne fa un altro, è anche vero che non tutti i papi sono uguali...Questo rappresenta un grave danno, per i cittadini di Cordenons: dopo aver pagato e fatto crescere professionalmente personale alle loro dipendenze, questo se ne va a far funzionare altri Comuni...E' scandaloso, e lo dico come cittadino di Cordenons.
D. Quali sono i Sindaci che ricordi più volentieri?
R. Prescindendo da quest’ultimo, con cui i rapporti, per sua indole o scelta, erano per lo più conflittuali e ridotti ai minimi termini, senza aggiungere altro, devo dire che il Comune di Cordenons ha sempre avuto ottimi Sindaci. Ognuno con le proprie capacità e caratteristiche professionali, ma tutti con dimensione umana. Ricordo volentieri i mandati di Vampa, tra la fine degli anni ’70 e inizi anni ’80, Sindaco che secondo me ha avuto il merito di dare a Cordenons una impronta più moderna e “aperta”, rammento che proprio l’Amministrazione Vampa ha inserito nell’organizzazione comunale l’Ufficio Ambiente, primo Comune in Provincia a concretizzare quella coscienza ambientale che si stava sviluppando anche in Italia; i due anni di Romor, dotato di un senso dell’umorismo che riusciva sdrammatizzare ogni situazione, gli anni di Pajer, molto professionale, sempre presente e disponibile con il personale e con i cittadini, con una Giunta di spessore: erano ancora gli anni che per fare l’Amministratore era necessario fare prima gavetta e gli assessori erano sempre indicati tra i più preparati, quindi era facile confrontarsi, parlando la stessa lingua.
I due mandati di Del Pup, specie il primo, sono stati improntati ad una attività frenetica nelle opere pubbliche e d’innovazione organizzativa; proprio con l’Amministrazione Del Pup si è iniziato ad applicare in pratica la Legge Bassanini che ha rivoluzionato competenze e procedure. Ammetto che a volte c’erano degli scontri, ma alla fine si riusciva sempre chiarire le divergenze. Di Del Pup ricordo il rispetto che aveva della professionalità dei Funzionari, il porsi in prima persona di fronte a qualsiasi problema, la disponibilità con il personale e i cittadini, lo staff, funzionale e ad alta produttività, che aveva costruito per il funzionamento della macchina amministrativa, gli obiettivi chiari e concreti. Quindi Sindaci di vari colori politici e schieramenti, da cui si deduce che negli Enti locali conta poco il colore politico, fondamentali sono gli uomini, e con i poteri attuali dati dalla legge al Sindaco una scelta sbagliata può portare gravi conseguenze alla città. Mi pare comunque superfluo rammentare che il mandato ad amministrare viene dai cittadini e non per diritto divino, un'amministrazione che si comporta in maniera dispotica e arrogante è sempre destinata a fallire.
D. I rapporti umani e di lavoro con gli Assessori all'Ambiente?
R. Anche con gli assessori ottimi rapporti. Ricordo Gabrielli, il primo assessore all'ambiente, Celso Ongaro, l'indimenticato Pizzol, Endrigo, Grizzo. Devo spendere una parola in più per Grizzo, ha mostrato capacità organizzative e impegno notevoli che unite allo splendido rapporto con il personale, fatto di umanità e capacità di coinvolgere e gratificare, riusciva ad ottenere sempre il massimo. Molti amministratori dovrebbero imparare da lui, specie gli attuali. Avrei potuto parlare anche dell’attuale assessore Lincetto, ma le sue potenzialità vengono in gran parte inamidate all’interno della Giunta.
D. Per finire, i rapporti con i Segretari comunali.
R. Premetto che l’importanza del Segretario è cambiata di molto dopo le riforme della Pubblica Amministrazione. La nomina passata dalla competenza del Prefetto a quella del Sindaco ne ha svilito la figura e le caratteristiche di Funzionario super partes. Alla figura di Segretario si è aggiunto nella maggioranza dei Comuni l’incarico di Direttore Generale, a mio parere due figure in antitesi, una di garante della legalità l’altra di responsabile del raggiungimento degli obiettivi generali dell’Ente, gran parte comunque affidati ai Dirigenti o, in mancanza dei dirigenti come nel nostro Comune, alle posizioni organizzative. Detto questo, personalmente mi è rimasta grande stima di Lovisa, segretario vecchio stampo, con cui tutti i funzionari del mio periodo sono cresciuti e maturati, per la grande attenzione che poneva alla corretta redazione degli atti amministrativi. Quanti di noi dovevano scrivere una delibera più volte perché ritornava sulla scrivania con le sue correzioni e osservazioni! Poi Tommaso Olivieri, forse meno appariscente di Lovisa, ma di grande professionalità e lealtà. Con Blarasin si è passati al Segretario manager, a volte di modi un po’ bruschi, ma che ha il merito di aver introdotto nuove metodologie di lavoro più consone ai tempi e una organizzazione molto efficiente (ora letteralmente cancellata). Sottolineo come con Blarasin Segretario non si sia mai verificato un ritardo nell’applicazione dei contratti di lavoro e nel riconoscimento dei diritti dei dipendenti. Su Santonocito, l'attuale segretario, consentimi di sorvolare.
D. I ricordi più belli e più brutti di questi 35 anni?
R. I ricordi più belli sono ovviamente riferiti agli anni ’80 e primi anni ’90, quando il Comune era veramente una grande famiglia e lavorare risultava un divertimento. Avevamo la squadra di calcio comunale, formata da dipendenti e amministratori, ricordo le trasferte ad Urbino (la città natale di Vampa), a Vienna, visita che ci è stata poi restituita, le “battaglie” calcistiche con il Comune di Pordenone, Porcia, ecc.. Il tutto terminava poi con convivi a cui partecipavano dipendenti, amministratori e non.
I ricordi brutti sono legati alla prematura scomparsa di cari colleghi, che ricordo con nostalgia.
D. Qualche nostalgia o rimpianto?
R. Nostalgia per il rapporto giornaliero di lavoro e umano con i colleghi e i cittadini. Il rimpianto è di aver inizialmente sopravvalutato l’attuale amministrazione e accortomi dell’errore non essermene andato subito in altro Ente, come fatto dagli altri miei colleghi, perseverando nell’errore di cercare comunque un dialogo risultato impossibile. Purtroppo sono stato accecato dall'amore per questa Città che ho visto e contribuito a far crescere, andarmene mi sembrava quasi un tradimento.
D. Per finire una domanda attuale, perché la scelta di impegnarti politicamente con l’U.D.C.?
R. La mia collocazione è sempre stata nel centro moderato. Alla fine degli anni ’80 sono stato segretario sezionale della D.C. a Sclavons. Attualmente nel panorama politico italiano l’U.D.C. è l’unico partito di centro con una propria identità, che considera ancora la politica l’arte della mediazione, che pone nel rispetto della persona, nella solidarietà, nella tutela della famiglia, nelle nostre radici Cristiane il fulcro della propria politica.
Intervista a cura di Ezio Pletti




