UDC CORDENONS - e-mail DOMANDE - RISPOSTE

Questa pagina sarà dedicata alle e-mail pervenute a cui, se necessaria o richiesta, sarà fornita una risposta. Le e-mail potranno trattare qualsiasi argomento: di carattere generale, politico, della vita cittadina, segnalazioni di disservizi, consigli e quant'altro. Le e-mail, di regola, saranno pubblicate solo con le iniziali, salvo che l'interessato non inserisca nella e-mail la dicitura "presto il consenso alla pubblicazione dell'e-mail con le mie generalità".

Anche se le elezioni regionali sono già passate, pubblichiamo l'e-mail pervenuta dall'amico Giorgio Lovisa.

25.03.2010 - Amici cordenonesi, poichè l'UDC ha una posizione ben chiara e ferma , tra gli altri, sui valori "VITA" ( dal concepimento alla morte naturale) e "FAMIGLIA" ( quella degli artt. 29 e seguenti della nostra Costituzione) e poichè anch'io porto - ovviamente per quel poco che posso- il mio contributo a sostegno di tali valori, vi inoltro questa e-mail che ho spedito al mio "vecchio" amico Piero Pirovano - candidato UDC in Piemonte e Lombardia.
  Saluti cordiali e auguri per la vostra attività.   Giorgio Lovisa

 Caro Pirovano, sono un elettore dei Friuli Ven. Giulia e non posso quindi ( e mi dispiace molto ) darti il mio voto. Te lo darei perchè ho avuto modo di conoscerti personalmente ( anche se fugacemente ) qui in Friuli diverso tempo addietro e te lo darei anche se fossi un elettore del Piemonte, nonostante... il Patto di Programma con la Mercedes Bresso.
Patto che è stato redatto - a mio parere- con furbesco (ma abbastanza scoperto) linguaggio politico/diplomatico.
 Segnatamente :
 - quando si parla di "vita" e "tutela della vita" ci si guarda bene dall'aggiungere altre precisazioni  (del tipo " dal concepimento alla morte naturale") cosicchè la Bresso potrà continuare a propagandare la pillora RU 486 sostenendo ad es.che la stessa elimina solo  " un grumo di cellule" o "un preembrione" o " il prodotto del concepimento" ma non una "VITA" intenendosi, secondo lei, per vita solo il neonato.
- quando si parla di famiglia ci si guarda bene dall' accennare all' arrt. 29 della Costituzione o dal precisare cosa si intenda per famiglia. Cosicchè la Bresso ben potrà aiutare e difendere la famiglia di fatto o la famiglia alla Zapatero ( anche tra omosessuali), asserendo che non ha violato il patto di programma.
Dal mio paesino friulano non riesco ad avere la visione dello scenario che ha indotto i "capi" dell'UDC all'abbraccio con la Bresso.
Può darsi che abbiano fatto bene e che in questo modo abbiano evitato guai maggiori.
Io resto con i miei dubbi e le mie perplessità che , a quanto si legge , hanno anche non pochi elettori piemontesi.
Tanti auguri e cordiali saluti.  Con immutata stima.  
       Giorgio Lovisa
      

 

e-mail del 09/02/2010

Dopo aver letto l'articolo sul gazzettino "Elezioni, l'Udc in cerca del sindaco ideale" sono entrata nel sito, ho verificato in effetti che nel quotidiano vi è riportata una sintesi che naturalmente non parla, tra l'altro, del personale.
Noto invece, sulla stampa locale, che sono spesso enfatizzate operazioni che vengono portate avanti dai nuovi dipendenti; ad esempio oggi si parla di oltre 650 comunicazioni inviate ad altrettanti presunti evasori che avrebbero omesso, di portate a conoscenza gli uffici presposti ,  le metrature esatte delle loro abitazioni precisando, tout court che ciò non veniva fatto dal 2005.
Penso all'anima del buon Maurizio Raffin e a tutti gli accertamenti e successivi introiti a beneficio delle casse comunali fatti soprattutto per l'ici.
Ora invece leggo anche che hanno esternalizzato ad Equitalia la Tarsu e l'Ici (naturalmente a pagamento) liberando così gli addetti di un carico di lavoro non indifferente e quidi indirizzandolo verso altri obiettivi.
Ma il personale come numero è sempre lo stesso con in più maggiori ore lavorative in quanto un part time  è stato sostituito con uno a tempo pieno.
Quindi, tenendo in considerazione costi/benefici non penso che ci sia tanto di guadagnato. E mi fermo qui senza entrare in altri servizi.
Ciò detto mi auspico, per il bene della comunità, che un vostro sindaco possa fare piazza pulita. 

Un cittadino

Questa e-mail di un cittadino evidenzia ulteriormente la validità delle "notizie" che improvvisamente questa amministrazione, all'approssimarsi della scadenza elettorale, ci sta propinando: molto probabilmente nei prossimi giorni leggeremo sulla stampa che sono riusciti a far volare gli asini...

 

e-mail del 04/12/2009

Non mi pare proprio che la maggioranza non abbia dato importanza all’OdG. E’ stata, al contrario, un’occasione per discutere pacatamente di “valori” cristiani in cui, da non credente, mi riconosco molto. Lo stesso, mi pare, abbiano fatto gli altri consiglieri di maggioranza. Ci credo talmente che ho addirittura proposto che a fianco al crocifisso fossero stampate anche alcune frasi riportate nel vangelo:
Ero straniero e mi avete accolto
Avevo fame e…; avevo sete e……
Beati voi ultimi, perché vostro è il regno dei cieli
E’ più facile che un cammello (o corda, secondo De Anna) passi per la cruna di un ago….
Ama il prossimo tuo come te stesso
Sono arciconvinto che, se lo facessi, VOI, paradossalmente, vi appellereste alla sentenza europea per proibirlo!
Disconoscere nel vostro comunicato la ricchezza del dibattito, a parte l’infelice “uscita” di De Anna, non mi sembra corretto. Inoltre è assolutamente falso che “vogliamo togliere il crocifisso”. Siamo per mantenerlo dove c’è e per non metterlo dove non c’è.
Infine, a proposito del richiamo al vostro leader (e a Ballaman), avrete notato che è stato fatto all’interno di un ragionamento sulla coerenza. Non si può, furbescamente, raccogliere le firme per il crocifisso e, l’indomani, sposarsi in un luogo dove non c’è. Un po’ di serietà, diamine! Non si può brandire il crocifisso per prendere voti e per bastonare i poveri cristi!
Ripetutamente, durante la discussione, dopo aver ripetuto che Cristo si è immolato soprattutto per gli ultimi, ho chiesto ai colleghi del centrodestra chi fossero, oggi, gli ultimi e con chi, oggi, starebbe Cristo. NON MI HANNO RISPOSTO. PERCHE’?
Potete farlo, adesso, se non è troppo imbarazzante?
Cordiali saluti
Natale Sorrentino

P. S. Perché non organizzate un blog interattivo come quello del PD?

Risposta

Nel comunicato “ consiglio comunale del 30/11 “ non ci sono riferimenti  al fatto che la maggioranza  non avrebbe dato importanza all’ O.d.G. sul crocifisso.
Nel contempo possiamo affermare che i “valori cristiani “ non si discutono,  o si accettano,oppure........                                  
Inoltre mi pare strano che si possa affermare di essere “non credente “ e pensare di riconoscersi nei valori cristiani senza, sotto sotto, credere davvero.
Per quanto ci riguarda, il dibattito tra noi e Voi può e deve avvenire in maniera civile, discutendo e ragionando su tutto ciò che è reale o riguarda la vita reale.
Teniamo anche  a precisare che noi non siamo la minoranza, ma solo l’UDC,  parte della minoranza che risponde per se stessa.
Alla Sua domanda tendente a conoscere chi sono gli “ultimi”, riteniamo che neanche Lei possa compiutamente rispondere, anche perché di “ultimi” (poveri – diseredati –disoccupati - ammalati - ecc. ecc.) c’è ne sono davvero tanti e per i quali l'UDC, forte dei propri valori cristiani, non ha mai smesso di operare.
Ricordiamoci che non siamo  nemici, ma cittadini dello stesso Stato, con gli stessi interessi, che hanno solo visioni spesso differenti nell’affrontare i problemi comuni.
Cordiali saluti
Pletti-Udc Cordenons

Il sito così strutturato, non di soli contenuti politici e con temi che si aggiungeranno con il tempo, deriva dalla precisa scelta di fornire varie informazioni e utilità senza la necessità  e l’obbligo di avere costantemente un moderatore, fondamentale per la corretta gestione dei forum e dei blog aperti a tutti gli interventi e per vari motivi al momento per noi impraticabile. (Admin)

 

e-mail del 19.11.2009

Ho sentito che l’opposizione non parteciperà  al consiglio comunale p.v. che la maggioranza , naturalmente ideologizzata e iperpoliticizzata, vuole fare sulla “giustizia” e non sono assolutamente d’accordo. Che la giustizia in Italia non funzioni lo sa tutto il mondo e credo che difenderla sia pleonastico e stupido ed è altrettanto pleonastico e stupido perdere  questa occasione per non gridarlo forte e chiaro anche dai banchi del consiglio comunale. Non si può lasciare a Mucignat (che con tutta la sua famiglia ha combattuto e giustamente ,aggiungo io, per quaranta anni le idee “SINISTRE”) e alla sua combriccola rifondarola la “difese” Dagli scranni di una istituzione senza che ci sia una voce che ,forte e alta , salvaguardi le necessità della gente perorando quel cambiamento necessario e ineludibile  per una giustizia Certa e veloce al passo con i tempi e con le altre nazioni sviluppate. Forse che per i dirigenti dell’UDC di cordenons Mugignat non deve sapere che la coerenza, l,obiettività, la storia, la morale ,la serietà sono valori che servono per amministrare??? Grazie A.R.

L'opposizione ha partecipato al Consiglio comunale aperto sulla Giustizia. In effetti si è trattato di un Consiglio strumentalizzato politicamente dalla maggioranza (ed era prevedibile) con discorsi che poco avevano a che fare con i veri problemi della Giustizia in Italia (di cui la sinistra è largamente corresponsabile) e con una sala gremita di propri fans "rumorosi". Il Consiglio, oltretutto mal gestito dal Presidente che sembra aver smarrito il proprio ruolo istituzionale "super partes", ha registrato pochissimi interventi del pubblico in quanto monopolizzato dai consiglieri di maggioranza. In definitiva, un Consiglio comunale utile solo alla propaganda della sinistra, con una pessima figura nei confronti degli ospiti presenti (giudice e rappresentanti delle forze dell'ordine), inutile per tutto il resto; data l'importanza dell'argomento, che riguarda tutti i cittadini, sarebbe stato molto più serio e utile organizzare una tavola rotonda invitando al dibattito veri esperti della materia, che non sono certo i consiglieri comunali. L'U.D.C, nell'unico intervento serio della serata, compresi ovviamente quelli degli ospiti, ha posto in evidenza le colpe trasversali di una giustizia che non funziona, causata da una politica di parte e mai a favore del cittadino. (La redazione)

 

e- mail del 23.11.2009

Parto da una riflessione personale: L’acqua è un bene per tutti? Se siamo d’accordo che l’acqua è un bene di tutti, possiamo semplicemente capire che la sua privatizzazione sia una cosa inconcepibile, anche se parziale, visto anche il metodo di approvazione dell’ articolo 15 “riforma dell’Acqua” che è passata senza discussione in Parlamento, in quanto inserita nel pacchetto di voto di fiducia al Parlamento stesso.Certamente le multinazionali faranno festa, come pure i privati, ma a rimetterci come sempre saranno i cittadini che si vedranno aumentare le tariffe anche del 300%.Se pensiamo alla nostra rete idrica possiamo paragonarla a un colabrodo.Nessuno ha mai pensato di varare un intervento straordinario al fine di ammodernane la nostra struttura Idrica. Bene farebbero i nostri Sindaci  con tutte le loro Giunte, a proporre alla Regione ed agli Enti preposti, un piano di sostegno per ammodernare la nostra rete Idrica.I Cittadini non possono essere considerati dei “Clienti” delle future multinazionali Europee, come sarei contrario che i Sindaci locali perdino il ruolo di gestori delle risorse idriche del loro territorio, il controllo di un bene prezioso, anche economicamente indispensabile per le Amministrazioni locali.

  Saluti.   

Mauro Betto

 

Il DL Ronchi è stato approvato in via definitiva. Questo provvedimento prevede, oltre a svariati obblighi comunitari, anche la privatizzazione delle reti idriche nazionali.

Il responso finale è stato questo: 302 i voti a favore, 263 quelli contrari. I deputati votanti sono stati 565, mentre la maggioranza richiesta era di 283 voti. Risultato: sì alla privatizzazione. I voti a favore sono stati del Popolo della Libertà, della Lega Nord, del Movimento per le Autonomie e i cristiano-popolari di Baccini. Voti contrari sono arrivati invece dal Partito Democratico, dall’Italia dei Valori, dall’ Unione di Centro, dal Partito Popolare Sudtirolese e dai Liberal-Democratici.
 
Di cosa parla il Decreto Legge di cui fa parte anche la privatizzazione dell’acqua? Adeguamenti a direttive europee tra cui la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, delle infrastrutture (settore ferroviario, concessioni autostradali) e commercializzazioni di elettrodomestici a basso impatto ambientale.
 
Da questo Decreto vengono esclusi distribuzione dell’energia elettrica, gestione delle farmacie comunali e il trasporto ferroviario regionale. Per quanto concerne il servizio idrico, chi di dovere specifica che tutto avverrà “in ottemperanza dei principi di autonomia gestionale” e “in piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche“. Anche in funzione della qualità e del prezzo del servizio erogato.
 
Reazioni dal mondo politico -e non solo- non si sono fatte attendere. Ma il Ministro delle Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, rassicura dicendo che ”non c’e’ nessuna privatizzazione dell’acqua”. Queste le parole esatte di Ronchi: ”Si e’ detto strumentalmente che abbiamo privatizzato l’acqua. Questo e’ semplicemente una strumentalizzazione politica che non corrisponde alla realta’ e che respingiamo al mittente. L’acqua e’, resta e sara’ un bene pubblico non privatizzabile”. Inevitabili le polemiche da parte delle controparti, tra cui l’Italia dei Valori che grida allo scandalo (”L’acqua non e’ piu’ pubblica e sara’ fonte di arricchimento per i privati”) e reclama il Referendum.

Alcuni commenti:

Acqua: Mondello, deve rimanere un bene di tutti
(ASCA) - Roma, 19 nov - Il Governo durante la discussione del decreto Ronchi ha dovuto accettare l'ordine del giorno presentato dall'on. Gabriella Mondello, insieme ai colleghi dell'Udc Giuseppe Galletti e Mario Tassone, che impegnano l'esecutivo a considerare il contenimento delle tariffe e la reale promozione della concorrenza: ma questo non basta: il partito di Casini e' contrario alla legge. 'Il provvedimento - spiega la Mondello - contiene molte norme estranee agli obblighi comunitari, lo dimostra il fatto che il dibattito si e' incentrato sull'articolo 15 relativo alla liberalizzazione dei servizi pubblici'. In discussione alla Camera, con voto finale stamane la conversione in Legge con modificazioni del decreto reca, si legge in un comunicato, disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari in seguito alla sentenze della Corte di giustizia della Comunita' europea: l'articolo 15 prevede, tra l'altro, una maggiore apertura ai privati nella gestione dell'acqua. Nonostante un emendamento proposto dall'opposizione e approvato dal Governo specifici che 'l'acqua resta un bene pubblico' le preoccupazione per quanto potra' accadere in futuro sono notevoli. 'Nel testo presentato - conclude la Mondello - manca un organismo di regolazione del settore che riorganizzi la materia soprattutto in tema di tariffe, rimane inoltre un regime di monopolio con notevoli danni per il cittadino utente'. Il gruppo Udc ha quindi votato contro la Legge e si impegnera' 'a portare avanti una battaglia per modificare le norme approvate' al fine di evitare nei prossimi anni un aumento delle tariffe che potrebbero risultare superiori al 40% delle attuali.

Aumenti dell'acqua tra il 30% e il 40% - "Si profila una vera e propria stangata – spiega il Codacons - se consideriamo in 3 anni il tempo necessario perché il nuovo sistema vada a regime, alla fine di questo processo il rischio concreto è quello di un aumento medio del 30% delle tariffe dell'acqua". Così, aggiunge, "se nel 2009 una famiglia media italiana spenderà 268 euro, considerando un consumo medio annuo di 200 metri cubi d'acqua, tra 3 anni quella stessa famiglia spenderà in media 348 euro all'anno, con un incremento di 80 euro, pari al +30%".

Il privato non dà le stesse garanzie dello Stato - Per il responsabile Servizi a rete del Movimento difesa del cittadino (Mdc), Francesco Luongo, saranno "di oltre il 40% gli aumenti in bolletta", visto che "si aggiungerà la necessità dei profitti delle Spa con inevitabili conseguenze sulle tariffe". Anche secondo l'Adiconsum, oggi "se le tariffe sono le più basse in Europa è grazie al "pubblico". Il privato non è garanzia di investimento; è invece certo che ci saranno tariffe più elevate", sostiene il segretario generale Paolo Landi, indicando come "indispensabile un'Autorità che oltre a stabilire parametri di qualità e criteri per le tariffe e gli investimenti disponga di reali poteri di sanzione". "Questa volta siamo pronti alla mobilitazione", dice il presidente della Confeuro, Rocco Tiso, e comunque "resta da sciogliere il nodo dell'organismo di controllo per stabilire le tariffe. Senza questo strumento la riforma è monca".