DELEGHE AMBIENTALI - RESPONSABILITA' DEL SINDACO
15/03/2010 - Letta la "sentenza". Non osavo immaginare ma avevo ragione. "Formidabili" i contenuti (parafrasando il saccente personaggio della giunta mucignat che ama ordire nell'ombra), non tanto per la sentenza in se che non considera il fatto reato, ma per contenuti "contra legem" con tanto di "testimonianze"..(a proposito di teoremi..) di cui scriverò a tempo debito, con dovizia di particolari (documentati, ovviamente), che forniranno l'esatta immagine dell' "amministrazione" mucignat in fatto di competenza e legalità. cp
04/03/2010 - articolo su "il comune" (pagato dai cittadini con oltre 50.000,00 euro/anno) di marzo "Il sindaco dichiarato innocente perchè il fatto non costituisce reato".
L'articolo, oltre ai soliti attacchi e offese personali nello "stile" educato e rispettoso della persona che contraddistingue l'attuale amministrazione comunale di cordenons in ogni sua iniziativa (insito in alcuni noti personaggi che la compongono), che i cittadini provvederanno a mandare a casa alle prossime elezioni, contiene mostruosità giuridiche che riassumo brevissimamente, anche per evitare di perdere tempo in aspetti che farebbero cadere dalla sedia anche una matricola della facoltà di giurisprudenza. Senza dover entrare nel merito degli sproloqui che parlano di "teoremi" degli altri per nascondere i propri e della pedissequa e minuziosa "disanima" dalla lettera a) alla i) riportata sul giornalino (sull'incompetenza giuridica dell'anonimo (!) autore non sussitono dubbi), basti citare il brocardo latino "delegatus delegare non potest" (che non necessita di traduzione) ed inoltre, più terra terra, il c. 4 art. 40 del contratto regionale collettivo di lavoro 7.12.2006 che così recita "Le funzioni oggetto del conferimento dell’incarico di posizione organizzativa non possono essere delegate", quindi anche esplicito divieto di subdelega (e questo per numerosi ovvi motivi, intuibili anche da profani del diritto); ergo, come poteva essere Pasqualini il delegato se il delegato era Piccin? Certamente non con un atto espressamente vietato dalla legge, che evidenzia ancora di più gli errori commessi dall'amministrazione mucignat nell'attribuzione delle posizioni organizzative (non dei dirigenti, che non esistono nel comune di Cordenons ma che l'amministrazione continua a citare fornendo informazioni distorte). Questo detto in spiccioli, in quanto subentrano numerosi altri corollari che evito di elencare. Aggiungendo anche l'incredibile confusione giuridica fatta tra la delega aziendale e quella pubblicistica e numerose altre assurdità e facezie, ne deriva che tutto il contenuto dell'articolo è "aria fritta", buona solo per la vuota propaganda tanto cara all'amministrazione mucignat, che prima di lasciarci sarà riuscita a spendere almeno 300.000,00 euro in carta straccia (senza contare le apparizioni..televisive) alla faccia delle sbandierate "economie". Per quanto riguarda nello specifico la sentenza, considerato quanto sopra, bisognerebbe leggerla e capire (e non oso immaginare) cosa è stato detto e presentato al Giudice (tenendo presente che nessuno è infallibile, nemmeno i Giudici). Per finire, vale la pena precisare di non essere mai stato coinvolto ne sentito in alcuna fase del procedimento ove ha suonato una sola campana, perdipiù stonata.
E' opportuno aggiungere come l'udc sia fiera di insegnare, tramite il proprio sito, qualche rudimento giuridico e qualche legge all'amministrazione nel vuoto cognitivo in cui si trova, con tanto di segnalazione di sentenze utili, visto che vengono
utilizzate e
05/01/2010 - articolo Gazzettino - "Il depuratore porta il Comune dal Giudice" vedi
Commento a cura di Claudio Pasqualini.
L’articolo apparso sul Gazzettino il 05/01/2010 “Il depuratore porta il Comune dal giudice” è una ulteriore dimostrazione come questa Amministrazione continui ad attribuire ad altri proprie responsabilità derivanti dalla mancanza di conoscenza di specifiche materie (e non solo).
Intanto tengo a precisare che il sottoscritto non era responsabile dell’ufficio ambiente già dal 01.01.2007. Con i decreti sindacali n. 50/2006 e 3 dell’11.01.2007 e n. 35 del 31.12.2007, con sua personale "scelta", il sindaco ha affidato la responsabilità del Settore ambiente (comprendente anche la gestione dei servizi idrici di acquedotto, fognatura e depurazione e dei rifiuti) ad altro funzionario e precisamente al Geom. Roberto Piccin.
Inoltre, con del. della Giunta comunale n. 131 del 19.06.2008 “Modifica struttura e dotazione organica dell’Ente con adeguamento del regolamento sull’organizzazione degli uffici e dei servizi”, adottata tardivamente per riparare alle incongruenze della precedente deliberazione n. 224 del 23.12.2006 che "riorganizzava" l'Ente, alla stessa stregua degli altri settori il settore ambiente è stato cancellato e retrocesso a semplice servizio (in pratica, un servizio comprendente più servizi!) Senza entrare nel merito specifico della legittimita' di tali provvedimenti, è necessario precisare alcuni aspetti riguardanti la responsabilità degli episodi di superamento dei limiti di scarico degli impianti di depurazione, aspetti di natura giuridica e organizzativa.
Il titolare delle autorizzazioni allo scarico degli impianti di depurazione è il Sindaco pro-tempore del Comune che è quindi direttamente responsabile dell’ottemperanza delle prescrizioni operative e di legge ivi contenute (lo stesso dicasi per le autorizzazioni alla gestione delle discariche). Egli può delegare altra persona (assessore o funzionario) ma tale delega (cd delega ambientale) deve rispondere a precisi requisiti: deve essere affidata a soggetto con titoli, professionalità, capacità ed esperienze specifiche e dotato di piena autonomia di spesa e gestionale, come da consolidata dottrina e giurisprudenza penale in materia (Delega funzioni Montagna Mag.to Cass., Deleghe Funzioni rel. avv. Stivala, La delega funzioni nel settore pubblico lexambiente 06/2009,Cass. Pen. n. 422/2000, Cass. Pen. 560/2006, Cass. pen. 6420/2008, Cass. Pen. 19560/04, ecc. ecc.). Nel caso la delega non esista o non abbia tali requisiti, la responsabilità permane a tutti gli effetti in capo al Sindaco (come in questo caso) con la possibilità di ravvisare la colpa grave.
Nella Pubblica Amministrazione le caratteristiche e i contenuti della delega ambientale dovrebbero essere rispettati automaticamente se nella nomina dei dirigenti o delle posizioni organizzative il Sindaco ottemperasse all’obbligo giuridico di corretta e trasparente amministrazione, procedendo con atti oggettivamente predeterminati e motivati, valutando le attitudini, esperienze e capacità professionali necessarie all’Ente, in relazione alla natura della struttura da dirigere, dei servizi gestiti e dei programmi da realizzare (D.lgs. 267/2000 art. 109 e D.lgs.165/2001 art. 2 e 1). Tali procedure non sono mai state seguite dall’Amministrazione nella nomina delle posizioni organizzative e quindi dei responsabili dei servizi, è pertanto quantomeno difficile affermare che la delega alla responsabilità della gestione degli impianti di depurazione sia stata affidata a soggetto idoneo, considerato che da oltre 20 anni tali funzioni erano svolte dal sottoscritto, unico nell’ente in possesso dei titoli e competenze necessarie. Basti pensare che subito dopo il mio pensionamento il responsabile del servizio (il soggetto nominato proprio dal Sindaco dal 01/01/2007) con determina n. 311 del 05.03.2009 ha incaricato un professionista esterno per le procedure amministrative di rinnovo delle autorizzazioni allo scarico, a cui da sempre aveva provveduto l'ufficio!!
Per quanto riguarda le altre affermazioni contenute nell’articolo, contrariamente a quanto riportato, non esistono "sensori" nelle vasche, la natura "calcarea" dell’acqua non c'entra niente con il superamento dei parametri, nell'impianto non pervengono "detriti"), devo precisare che alla data del fatto in questione il servizio era dotato di un solo operaio (contro i tre in servizio all’insediamento di questa amministrazione) che doveva provvedere a tutte le manutenzioni e operazioni tecniche per la gestione di 4 impianti di depurazione dislocati sul territorio, con problemi sia operativi che di sicurezza sul lavoro e di tale situazione l’Amministrazione era perfettamente a conoscenza. Preciso inoltre che le sanzioni per il superamento dei limiti di scarico sono elencate all'art. 137 c. 5 del D.Lgs. 152/06 e non si limitano certo a 300 euro di ammenda!
In condizioni gestionali di efficienza, dubito che l’evento di superamento dei limiti si sarebbe verificato, prescindendo dalle condizioni atmosferiche. Vista la mia citazione sui giornali per fatti di rilevanza penale e il diabolico perseverare del sindaco nelle sue convinzioni (cosa che comincia a stufare) nonostante inequivocabili disposizioni di legge e suoi atti, sono a disposizione della magistratura per qualsiasi chiarimento; anzi, ambirei che il sindaco avesse il coraggio, oltre a scaricare ad altri proprie responsabilità citandomi sui giornali, di chiamarmi direttamente in causa davanti il Giudice nel processo a suo carico, dove avrò modo di relazionare compiutamente sull'argomento.
09/01/2010 - articolo Gazzettino - "Caso depuratore dal tribunale penale a quello del lavoro" vedi
Senza entrare nel merito dell'intelligenza del titolo che si commenta da solo, l'Amministrazione "cerca" di spostare l'attenzione dalle proprie responsabilità ad altri aspetti non attinenti e con false affermazioni. Infatti, il ricorso presentato non verte principalmente sul fatto di aver fatto il responsabile senza nomina e riconoscimento (del resto, sarebbe superfluo precisare che fare il responsabile senza nomina non era legalmente possibile), bensì per avermi tolto, con procedure arbitrarie, la funzione di responsabile a cui avevo diritto. Inoltre questa questione, gonfiata ad arte dall'Amministrazione e pubblicata senza verifiche dal Gazzettino (il che la dice lunga sull'attendibilità delle notizie sulla stampa locale), nulla ha a che fare con la delega ambientale alla gestione degli impianti di depurazione che il sindaco deve (nel nostro caso avrebbe dovuto) attribuire, permanendo a suo carico tutte le relative responsabilità. Infine, appare evidente l'errata individuazione nel dicembre 2007 delle posizioni organizzative per la gestione dei servizi comunali, in particolare quelli ambientali, errore che al sindaco da enormemente fastidio dover ammettere.




